La cascina dove sono nato


Gli ulivi


Il vecchio trattore


Il papà con le sue api


Sono nato a Ponti sul Mincio (MN) nel 1953 da una famiglia di coltivatori diretti che, verso la fine degli anni '50, è emigrata in Brianza (Monza). La superficie dell'azienda non era infatti sufficiente, in un'agricoltura che si stava meccanizzando, per più di una famiglia. 

Fino all'anno dell'esame di maturità ho passato le estati in campagna, come "ospite-collaboratore" nella coltivazione dei campi nell'azienda agraria di uno zio. Ho così coltivato (in tutti i sensi) la passione per l'agricoltura.

La mia famiglia possiede ancora 4 ettari di terra sulle colline moreniche mantovane del Garda. La parte a seminativo è data in affitto, il vigneto e gli ulivi sono gestiti direttamente dalla mia famiglia (con la manodopera di un amico-collaboratore). Produciamo vino DOC e olio destinati in parte all'autoconsumo e in parte alla vendita. Il "parco macchine" a disposizione è un vecchio trattore, un'irroratrice per i trattamenti antiparassitari, una motofalciatrice e un piccolo rimorchio (più l'attrezzatura di cantina).

Il mio incontro con l'estimo risale al 1972: classe quinta dell'istituto tecnico per geometri Mosè Bianchi di Monza. Il nostro insegnante, un giovane neolaureato, conosceva questa materia più o meno come noi (non aveva dato l'esame). Qualche compagno di classe aveva provato a leggere qualcosa, ma non capivamo il linguaggio e l'utilità pratica di questa materia così diversa dalle altre (costruzioni, topografia). In classe si cercava pertanto qualcuno che portasse all'esame di maturità questa materia ostica. Si decise di affidare l'incombenza a 3 o 4 di noi, i più impegnati (diciamo così), e quindi mi toccò. Passammo molti pomeriggi in compagnia del volume di I. Michieli. Ognuno leggeva un capitolo, a rotazione. Insieme si ripeteva. Un po' alla volta cominciammo a capire che cos'è l'estimo, anche se la materia appariva decisamente pesante.

Superato l'esame di maturità, la passione per l'agricoltura, maturata in campagna nei mesi estivi, mi portò all'iscrizione alla facoltà di agraria. Anche in questo caso fu "inevitabile" l'incontro con l'estimo. Diedi infatti l'esame con il prof. Lechi (Statale di MIlano), un bresciano che possiede terreni non lontani dal Garda. Era informato delle opere di irrigazione che si stavano realizzando, con fondi FEAOG, dalle mie parti (i citati Colli morenici mantovani del Garda) e mi suggerì il titolo della tesi ("Giudizio di convenienza per la realizzazione delle opere di miglioramento fondiario... ecc."). Passai quindi un paio di estati a fare bilanci di aziende agrarie (irrigue e asciutte) che andavo a intervistare.

Un mese prima della laurea il docente di estimo dell'istituto tecnico per geometri in cui mi ero diplomato ebbe purtroppo un'improvvisa malattia. Pur non avendo presentato alcuna domanda di insegnamento, la segretaria della scuola (che si ricordava di me... pochi si iscrivevano all'università e pochissimi ad agraria) mi contattò per portare a compimento come docente l'anno scolastico.

Dunque l'incontro con l'estimo si ripeté una terza volta. Iniziai così ad insegnare e, contemporaneamente, a collaborare con un'impresa (appena nata) operante nel settore dell'ecologia (impianti di depurazione delle acque reflue). Il titolare era giovane, geometra e laureato in agraria come me, e nacque anche un certo rapporto di amicizia. Trovai questa "sistemazione" interessante. Da un lato la scuola mi dava una prospettiva di lavoro sicuro, dall'altro potevo svolgere nel settore privato un lavoro stimolante. Decisi quindi di continuare così.

L'azienda di impianti di depurazione si espanse notevolmente in pochi anni e, come collaboratore a tempo parziale, passai da alter ego del titolare a collaboratore marginale. Si impose quindi una scelta: il tempo pieno in questa azienda o l'insegnamento. Il matrimonio e la nascita dei figli resero necessaria la scelta per l'insegnamento (?!).
I pomeriggi a casa mi sembrarono subito interminabili e vuoti. Acquistai quindi il primo computer: il mitico Commodore 64. Fu "amore a prima vista"... Cominciai a scrivere il Prontuario e l'Eserciziario di estimo. La passione per l'informatica mi portò ad imparare un linguaggio di programmazione (Basic, oggi Visual studio .NET) e il CAD.

Ripresi quindi, nei primi anni '90, l'attività professionale assistendo alcune aziende del settore meccanico impegnate nello sforzo di trasfarmare i disegni cartacei in formato elettronico (eseguendo disegni e formando il personale). Nel frattempo un'amica, che tuttora svolge l'attività di propagandista di testi scolastici, vide il mio Prontuario fatto in casa (lo fotocopiavo per i miei alunni) e fece la classica domanda: "...ma perché non fai conoscere questo tuo lavoro a una Casa editrice ...". Mi presentò quindi a due note Case milanesi. Entrambe erano interessate. Scelsi la Hoepli. Pubblicai quindi il Prontuario e l'Eserciziario, diciamo "alla buona...".

Le cose in questo ambito funzionarono bene, improvvisamente, quando all'esame di maturità uscì, dopo molto tempo, la seconda prova scritta di estimo. I risultati incoraggianti delle vendite indussero il caporedattore della Casa editrice a farmi una proposta che suonava più o meno così: "...ma professore, perché non ci fa anche un bel libro di testo...?" E così iniziai l'attività di autore che oggi assorbe gran parte delle mie energie e del mio tempo.

In questa attività ho cercato di mettere tutta l'esperienza acquisita prima come studente e poi come docente. Ho cercato soprattutto di dare un contributo al cambiamento dell'insegnamento di questa materia rendendola più aderente alla realtà professionale. Infatti, pur apprezzando i testi su cui mi sono formato (in particolare il Michieli e il Medici) non potevo non considerare la distanza tra quanto dottamente trattato in questi volumi e la realtà didattica (costituita da studenti di un certo tipo) e professionale (le stime come sono realmente effettuate da geometri, architetti ecc.). Ho quindi cercato di scrivere libri basandomi su una corretta metodologia, ma anche con un linguaggio comprensibile ai più e proponendo procedimenti di stima credibili.

E' stato comunque difficile inizialmente affermare concetti "nuovi", che uscissero, in una certa misura, dal solco tracciato dagli autori che mi sono stati maestri. Tuttavia con la pubblicazione del volume di Grillenzoni e Grittani ("Estimo. Teoria, procedure di valutazione e casi di stima", Casa editrice Edagricole, 1990), ho sentito di poter esternare con decisione argomentazioni che prima osavo solo timidamente accennare (per esempio in merito all'affidabilità della stima analitica dei fondi rustici...).

Ritengo, in definitiva, di essere un divulgatore dell'estimo che si pone tra gli studiosi da un lato e i professionisti dall'altro. Come docente cerco di mediare tra questi due ambiti, sovente lontani l'uno dall'altro, per fornire agli studenti degli istituti tecnici informazioni attendibili e concrete. Credo pertanto di offrire testi che affrontano con realismo questa disciplina, rendendola meno astratta e meno lontana da come ricordo di averla vissuta da studente.